Riparazione per ingiusta detenzione, pluralità di contestazioni e decorrenza del termine
04 Agosto 2026
Nella specie la Corte d’appello dichiarava inammissibile l’istanza di riparazione per ingiusta detenzione in relazione alla custodia cautelare in carcere relativa a plurime contestazioni in materia di traffico di stupefacenti per infruttuoso decorso del termine biennale decorrente dalla prima delle due pronunce con cui l’imputato veniva assolto. L’imputato proponeva ricorso per cassazione evidenziando come, in presenza di due successive pronunce concernenti plurime contestazioni, il termine per la proposizione della domanda di riparazione per l'ingiusta detenzione andava computato a fare data dalla declaratoria di irrevocabilità della seconda sentenza, la quale aveva definito tutti i profili di responsabilità dell’imputato in relazione alla unitaria contestazione per cui era stato emesso il titolo cautelare. La Corte di cassazione, in accoglimento del motivo di ricorso, ha affermato il seguente principio di diritto «in ipotesi di procedimento penale in cui siano cumulativamente contestati all'imputato una pluralità di fatti reato in relazione ai quali sia stata disposta un'unica misura cautelare custodiale, il diritto del cautelato di promuovere la domanda di riparazione per la ingiusta detenzione decorre dalla data di irrevocabilità dell'ultima pronuncia assolutoria nel caso in cui le contestazioni che hanno dato luogo alla detenzione siano state decise in tempi diversi e con distinte sentenze irrevocabili di assoluzione, con la conseguenza che il termine biennale previsto dall'art. 315, comma 1, c.p.p. decorre solo da tale momento». |